Progetti

L’Agliola di Caresi.
Storie d’altri tempi che si collocano nel panorama della nostra civiltà, affinché se ne tramandi la memoria. La Gallura è una piccola regione della Sardegna che trabocca di tradizioni ed usanze da scoprire. Nelle antiche abitazioni, disseminate nelle campagne, la famiglia era in sinergia perfetta con la natura. L‘Agliola era uno dei momenti più importanti perché si raccoglievano i frutti per i quali si era lavorato tutto l’anno. Oggi l’apposito comitato fa rivivere le fasi più salienti nello stazzo di Caresi. La trebbia, protagonista assoluta, di proprietà di Antonio Mannoni, è uno dei pochi esemplari funzionanti rimasti in zona.
Ho seguito diverse edizioni della rievocazione ed ho effettuato riprese audiovisive. A breve realizzerò un breve documentario per trasmettere alle generazioni future  il lavoro compiuto dall’apposito comitato, sin dalla fase preliminare della mietitura.


(copyright Gianni Petta 2010 – foto copertina catalogo)

A luglio 2010 il progetto è diventato realtà! Il documentario è stato ultimato. Le immagini sono state realizzate in quattro edizioni delle rievocazioni di “La Missera” (la mietitura) e “L’Agliola” (la trebbiatura). In più con gli scatti di Gianni Petta siamo riusciti a realizzare il catalogo della mostra fotografica, edizioni artemu, allestita per “Lughende 2010″, nell’ex caserma vicino al faro di Capo Testa (iniziativa dell’associazione culturale fotografia f/64 Sardegna). Presentato nello stazzo di Antonio Caresi, il 18 luglio scorso, in occasione della tradizionale rievocazione, sarà illustrato, dopo la proiezione del breve documentario, anche il prossimo 11 agosto, nella piazza principale della frazione di Porto Pozzo, durante la serata conclusiva della quarta edizione del festival di cinema della Gallura “CineIncontrarti”.

“Festa di li Pastori”.
Nella serie delle rievocazioni, un’altra storia d’altri tempi è la “Festa di li Pastori”, che si svolge nel mese di agosto nella frazione di Porto Pozzo. La manifestazione, nata nel 1999, richiama quelle tradizioni che oggi le nuove generazioni tentano di mantenere in vita. Le radici di questa festa sono legate all’antica usanza di offrire un pranzo a quanti prendevano parte ad un’oranza funebre. In passato, infatti, in occasione della morte di un paesano la famiglia in cui si verificava l’evento luttuoso metteva a disposizione un capo di bestiame.

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